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Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Yoga Journal Italia, per la rubrica di Swami Joythimayananda dal titolo Laboratorio di Ayurveda.

Il Mantra è una formula verbale sacra, ripetuta in preghiera o in meditazione, con la funzione di invocare una divinità, propiziare un evento, chiarificare il pensiero, favorire la concentrazione, risvegliare il Sé. Può essere costituito da un semplice suono, una sillaba, un insieme di parole o un frammento di testo sacro. Può essere recitato, cantato, sussurrato, a voce alta o interiormente.

I primi mantra, da sempre ritenuti possessori e portatori di un potere psicologico, mistico e spirituale, furono composti in India durante il periodo Vedico, più di 3000 anni fa; il loro utilizzo si è successivamente diffuso dall’Induismo ad altre religioni. La parola sanscrita mantra è composta dalla radice man (pensiero), e dal suffisso tra, che significa “attrezzo”, “strumento”, una traduzione letterale è quindi “strumento del pensiero”.

Secondo la tradizione vedica, sia il mondo materiale sia quello spirituale derivano dal suono. I suoni esistenti sono di due tipi, quelli udibili, per esempio il suono prodotto comunemente dalla voce, e quelli inudibili, come i suoni mentali o quelli che hanno una frequenza molto alta, che non percepiamo con le orecchie, ma con il cuore e l’anima. Questa seconda tipologia di suoni è più numerosa rispetto a quelli udibili (per esempio, la terra stessa produce suoni che l’uomo non riesce ad ascoltare).

Nell’antichità i Rishi, ovvero i “saggi” che secondo la tradizione trasmisero lo Yoga agli uomini, avevano la capacità di percepire e controllare con la loro anima, con la mente e il corpo, i suoni sottili e invisibili, che sfuggivano alle persone comuni, tra cui anche il suono dello spazio.

La conoscenza dei Veda esprime la coscienza cosmica in forma di inni o mantra che hanno un ritmo e una melodia specifica. L’unione di lettere, sillabe, melodie e sensazioni del recitante conferisce potenzialità al mantra, mentre la vibrazione del suono emesso viene chiamato Nada Brahmam, che significa “Dio in suono”. La configurazione del mantra e la recitazione con fede (Shraddha) penetrano profondamente in chi recita il mantra, sciogliendo lentamente i nodi interiori e aprendo il suo cuore fino ad arrivare all’unione con l’Assoluto.

Dio è il totale di tutto. L’uomo è una piccola parte di Dio, ma ha bisogno della totalità, poiché l’energia umana si deve unire con quella divina, che l’uomo possiede dentro di sé. Un individuo può essere trasformato da Dio da semplice pezzo di ferro “grezzo” in vera e propria calamita dotata di carica magnetica. I mantra possono favorire questa trasformazione.

Il valore del mantra nella vita quotidiana

I mantra possono essere utilizzati come strumento per lo sviluppo individuale, per accrescere la devozione, purificare i pensieri e le emozioni, come preghiere quotidiane, come offerte rituali nelle cerimonie, o come misura terapeutica. Il mantra è solitamente praticato al fine di ottenere un effetto principalmente a livello spirituale, tuttavia esso permette di ottenere benefici anche nelle relazioni, nella riduzione dello stress, nel migliorare la salute, nell’aumentare l’autostima.

Se è vero che lo studio dell’arte dei mantra, chiamato Mantra Vinjanam, comprende l’approfondimento della conoscenza delle sillabe, degli accenti, della melodia, del ritmo, dell’intensità e dell’intonazione, è vero anche che la disciplina del mantra (Sadana) consiste nell’impegnarsi a formare, controllare e migliorare la voce, tentare di osservare la purezza, la verità, la precisione e la tenerezza nel parlare. E questo può essere fatto ogni giorno, in ogni momento.

È possibile anche recitare mantra per il mondo intero, per la crescita della pace, della giustizia, dell’onestà: questo diventa uno strumento di grande efficacia per migliorare la qualità della vita individuale e collettiva.

A ciascuno il suo mantra

La mattina presto è il momento migliore per recitare mantra. Anche se, mentalmente, possiamo recitare mantra in qualunque momento della giornata. Si consiglia di farlo almeno due volte al giorno, al mattino e alla sera, regolarmente. I mantra possono essere recitati da soli oppure in gruppo. Tutti noi dobbiamo avere un nostro mantra da utilizzare nel corso della vita come uno strumento sacro. È importante, per esempio, recitare il proprio mantra prima di prendere una decisione importante.

Un devoto deve ricevere il mantra dal suo maestro. Ugualmente, il mantra deve essere trasmesso dal maestro agli allievi. Quando gli allievi sono pronti a ricercarlo, il maestro glielo trasmetterà. La trasmissione del mantra dal maestro all’allievo viene considerato il mantra personale. È importante scegliere il mantra corretto secondo il bisogno di ciascuno, e recitarlo con sincera devozione.

Gayatri mantra

OM BHUR BHUVAH SVAH
TAT SAVITUR VARANYAM
BARGHO DEVASYA DHIMAI
DHIYO YO NAH PRACHODAYAT

Medito sul bagliore del sole,
sulla luce divina, che si libera dall’illusione, dal male.
In modo grossolano, sottile e causale.

Il Gayatri mantra proviene dal Rig Veda. Gayatri è un nome femminile, infatti questo mantra è considerato il Veda Mata, la madre di tutti i mantra dei Veda. Recitare questo mantra agisce sulla mente e favorisce la vita spirituale dell’uomo e la sua ascesa verso lo stato supremo: produce la purezza, che è coscienza dell’uomo.

Questa coscienza ha tre stadi: la nascita, la crescita e il momento in cui entra nella pace eterna. Dal punto di vista simbolico, il sole che sorge all’alba simboleggia la veglia, la vita spirituale; il sole che brilla durante il giorno la conoscenza della materia; il sole che tramonta la maturità dell’uomo.

I diversi stati dell’intelligenza umana devono essere trasformati sempre verso le qualità elevate. L’individuo deve trascendere la conoscenza materiale, come il sole sorge dall’oscurità. Recitando con fede il Gayatri mantra in situazioni di conflitto o di disagio, nascono la chiarezza e la pace.

I mantra vengono tradizionalmente classificati in cinque gruppi.

  1. Rishi mantra: i mantra scoperti dalle guide spirituali (chiamata Rishi) nel periodo vedico.
  2. Chanda mantra: tipi di mantra che si trovano nei Veda e che indicano le regole principali per la recitazione di un mantra.
  3. Devata mantra: mantra dedicati a particolari divinità in cui la persona che recita il mantra riceve una particolare frequenza di onde divine.
  4. Bija mantra: i mantra originari, che generano il potere per attivare l’energia.
  5. Tatwa mantra: mantra composti da sillabe che possiedono i principi della cosmogonia.