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Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Yoga Journal Italia, per la rubrica di Swami Joythimayananda dal titolo Laboratorio di Ayurveda.

Così come lo spazio avvolge l’intero universo, ugualmente la pelle ricopre tutti i nostri organi e sistemi comportandosi come una “fodera vivente” in grado di proteggerci dal mondo esterno: inquinamento, raggi solari, agenti atmosferici, ma anche polveri e batteri.

La pelle, chiamata in sanscrito twacha (involucro), svolge un ruolo determinante fin dal concepimento, poiché inizia a formarsi già dai primi attimi di vita. Nel momento in cui lo spermatozoo raggiunge l’ovulo, infatti, l’energia di Agni (elemento Fuoco) permette la formazione di un fluido simile a una crema, che cresce attorno all’ovulo fino a ricoprirlo. Questa particolare sostanza diventerà con il tempo la pelle del bambino.

La pelle è il più grande organo di senso del nostro corpo e secondo l’Ayurveda è organizzata in sette strati. È caratterizzata dall’elemento Aria, poiché instaura una connessione molto stretta con lo spazio e con l’ambiente esterno. In base all’ambiente in cui il corpo di un individuo vive quotidianamente, infatti, la pelle assorbe e sviluppa differenti energie sottili: l’Etere contribuisce alla formazione della percezione, l’Aria del tatto, il Fuoco della sensibilità, l’Acqua della morbidezza, la Terra della stabilità.

Nella pelle sono presenti milioni di terminazioni nervose che, se trascurate, provocano un’errata sensibilità, la quale, a sua volta, può essere causa di disturbi nervosi, come ansia, stress, paura, insonnia, tremore, repentini cambiamenti d’umore. Nello specifico, i disturbi della pelle insorgono quando i Tridosha non agiscono in modo armonico con i sistemi e gli Srota (canali) del corpo, bisogna allora individuare i giusti rimedi, che possono essere assunti per via orale e rettale, ma anche applicati sulla pelle. Le cure esterne sono efficaci sui tre strati superficiali della pelle, quelle interne sui quattro più profondi.

Secondo l’Ayurveda, la pelle è composta da tutti i sette tessuti corporei (plasma, sangue, ossa, muscoli, grasso, nervi, sperma e ovuli), che a loro volta racchiudono tutti i principi dei cinque elementi. L’energia dei cinque elementi ha infine una relazione con i chakra. Toccando la pelle, dunque, possiamo favorire la stimolazione dei chakra nei sette tessuti, presenti in ogni organo e in tutte le parti del corpo.

Ecco perché l’Abyangam, che significa applicazione di oli caldi in tutte le parti del corpo e in ogni direzione, procura un reale benessere, mentale e fisico.

Durante il massaggio gli oli medicati (Tailam), selezionati con attenzione in base alla cura da intraprendere, vengono assorbiti dalla pelle e hanno l’effetto di alleviare vari disturbi, tra cui quelli della pelle stessa, agendo contemporaneamente su Dosha, Dhatu (tessuti), Mala (tossine), Srota (canali) e Agni.

Rughe che parlano

Un volto solare, con occhi lucidi e sorridenti, rispecchia una buona condizione dell’anima, mentre un viso corrucciato, con pieghe, rughe, solchi nella pelle o con un colorito spento e opaco denota qualche squilibrio. Se sulla fronte compaiono rughe in senso verticale, è evidente una condizione di squilibrio di pita, collegata in particolare al fegato, che individua anche stati d’animo associati alla collera.

Rughe e linee orizzontali indicano invece con grande probabilità stati associati a preoccupazioni e un’alterazione a livello della milza. Una condizione di stomaco disturbato, che lavora poco o troppo o male, si riflette sulla fronte con la comparsa di una sola linea al centro delle sopracciglia, mentre un’alterazione dell’intestino tenue è evidenziata dalla comparsa di una ruga orizzontale lungo la fronte.

Borse sotto gli occhi e occhiaie scure evidenziano un affaticamento dei reni. Le pieghe tra il labbro superiore e il naso, con eventuali piccole rughe su tutta la zona del labbro superiore stesso, indicano una condizione di squilibrio del colon.

Il massaggio dei mantra

Le vibrazioni specifiche dei mantra hanno la potenzialità di agire anche sulla pelle, favorendo la salute ed effettuando una sorta di massaggio sottile a tutto il corpo. In particolare, nella vita quotidiana è una risorsa recitare il seguente mantra per venti minuti al mattino e alla sera, preferibilmente a digiuno:

Ka ha la sa ma, Ka ha la sa ma
Ma sa la ha ka, Ma sa la ha ka

“Io non sono mente, sensi, corpo, ego o intelletto.
Neanche Cielo, Aria, Fuoco, Acqua o Terra.
Io sono Madre Universo, nata dal Padre Zero.”

I sette strati della pelle

  • Avabhasini: lo strato più esterno della pelle, responsabile della pigmentazione. I suoi disturbi provocano: irritazione, secchezza della pelle, prurito, acne.
  • Lohita: il secondo strato di pelle, collegato al colore rosso. I suoi disturbi provocano macchie scure o rosse sulla pelle, occhiaie, nei.
  • Sweta: il terzo strato di pelle, collegato al colore bianco. Ha il compito di mantenere e controllare il calore e l’umidità del corpo. I suoi disturbi provocano: gonfiori, brufoli, cisti, impurità della pelle.
  • Tamara: il quarto strato di pelle, a metà fra gli strati superficiali e quelli profondi, più difficile da curare perché è distante dai vasi sanguigni e dalla superficie della pelle. I suoi disturbi possono provocare lebbra ed eczemi fastidiosi.
  • Vidini: il quinto strato di pelle, i suoi disturbi provocano herpes e psoriasi.
  • Rohini: il sesto strato di pelle, i suoi disturbi si manifestano in ghiandole e linfonodi o sotto forma di palline di grasso.
  • Mansadhara:il settimo strato di pelle, il più profondo, quello collegato al tessuto muscolare. I suoi disturbi provocano fistole e piccoli tumori.

Rimedi ayurvedici

I disturbi di Vata (Aria), che sono caratteristici della pelle, possono essere curati principalmente con oli medicati caldi (tailam). Esistono innumerevoli tipi di Tailam. In base al disturbo che si vuole trattare, bisogna scegliere l’olio appropriato. Di seguito elenchiamo alcuni disturbi comuni della pelle abbinati allo specifico prodotto ayurvedico da utilizzare.

  • Dermatite: Pita o Sandana Tailam.
  • Eczema: Vembu o Neem Tailam.
  • Edema: Vata Tailam.
  • Forucoli: Pita crema.
  • Herpes: Pinda Tailam.
  • Orticaria: Pita crema.
  • Psoriasi: Pinda Tailam.
  • Cellulite: Kapa podi, Kapa crema e Kapa Tailam.

Pratica

Chi esegue un massaggio ayurvedico ha il dovere di allenare le mani per liberare tutte le potenzialità dei Chakra, ma anche noi, individualmente, possiamo esercitarci a sviluppare queste energie potenziali. Ecco come farlo, aiutandoci anche con il tocco. Tenendo entrambe le mani all’altezza del cuore, chiudiamo gli occhi e soffermiamoci su ogni livello dei sette Chakra, restando in uno stato di pace e coscienza.

  1. Muladharam: immaginiamo la terra, una montagna, una roccia grandiosa e percepiamo la stabilità;
  2. Svadhistana: immaginiamo un lago e percepiamo la felicità;
  3. Manipura: immaginiamo il sole sotto le mani, percepiamo un dolce calore e sentiamo la sua capacità di trasformare;
  4. Anahata: immaginiamo il corso di un fiume e percepiamo un senso di fluidità e creatività;
  5. Vishuddhi: immaginiamo il cielo azzurro nello spazio e percepiamo la purezza e il controllo;
  6. Ajna: immaginiamo una stella di luce e percepiamo un senso di decisione e di sicurezza;
  7. Sahasraram: immaginiamo l’universo sopra la nostra testa e percepiamo una cascata di luce cosmica arrivare dal cielo e scendere dolcemente sulla testa per penetrare in ogni cellula del corpo. Percepiamo il vuoto e la fermezza.