Ashram Joytinat - Home Ashram Joytinat - Home
 

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Yoga Journal Italia, per la rubrica di Swami Joythimayananda dal titolo Laboratorio di Ayurveda.

Il pancreas, in Ayurveda chiamato Kloma, è una ghiandola situata nella cavità addominale, più in basso rispetto allo stomaco, ed è circondato dallo stomaco, dal fegato, dall’intestino tenue e dalla milza. Quest’organo, che in un adulto misura circa 12 cm di lunghezza, può essere suddiviso in testa, collo, corpo e coda.

Organo principale per quanto riguarda gli aspetti metabolici, ovvero quei processi in cui un flusso di materia viene trasformato in energia per l’organismo, il pancreas svolge un ruolo fondamentale per la digestione del cibo e per il sistema endocrino, poiché il succo pancreatico, immesso nel duodeno al momento della digestione, regola il rilascio di insulina, un ormone che determina il livello di zucchero nel sangue.

Il pancreas è influenzato dai Tridosha, soprattutto da Pitadosha, poiché proprio nel pancreas è la sede di Agni, ovvero il fuoco enzimatico, che permette la trasformazione del cibo e determina il calore del corpo degli individui. Quest’organo non deve mai seccarsi, così come il palato: se il palato è asciutto, si sente molta sete o la gola è secca significa che il pancreas è vittima di uno squilibrio di Agni.

La disfunzione maggiormente diffusa relativamente a quest’organo è la pancreatite, un disturbo dovuto agli elementi aria (Vata) e fuoco (Pita), che porta a un cattivo funzionamento dell’afflusso dei fluidi pancreatici e nella sua forma cronica è causata principalmente da un consumo eccessivo di alcol; cause secondarie possono essere una disidratazione cronica, fumo, eccesso di farmaci, trigliceridi alti o fibrosi cistica. I principali sintomi della pancreatite sono dolore e gonfiore addominale, febbre frequente, nausea, vomito e attacchi cardiaci; quando la malattia diventa cronica si può verificare una perdita di peso e un eccesso di stanchezza, che sono effetti causati dal cattivo assorbimento del glucosio nel sangue e da una limitata assimilazione del cibo.

Rimedi ayurvedici contro la pancreatite

La cura contro la pancreatite può variare da un individuo a un altro a seconda dell'età, della costituzione fisica e dello stadio della malattia. Secondo l’Ayurveda la durata del trattamento deve essere di almeno sei mesi: nella prima fase, il paziente sperimenta gli effetti di una migliore digestione, nella seconda fase si riduce il sintomo del dolore, mentre nell’ultima fase l’infiammazione viene meno e il paziente guarisce.

  • Terapia Prakruti, mirata alla correzione della propria costituzione individuale attraverso un corretto stile di vita (Dinacharya), dando particolare attenzione all’alimentazione, all’attività fisica e al riposo.
  • Terapia di Sodana e Langana (durata di almeno di un anno) per purificare e rendere leggero l’organismo, per esempio assumendo giornalmente la tisana Niragada – a base di Trikatu e Triphala (una miscela di spezie ed erbe pungenti, amare e astringenti) e Triphala (Emblica officinalis, Terminalia chebula, Terminalia bellerica) – per disintossicare e migliorare la digestione.
  • Terapia Panchakarma: disintossicazione totale ed eliminazione dei dosha viziati; secondo l’Ayurveda è il trattamento più completo per la purezza degli organi e della mente.
  • Terapia culinaria: utilizzare regolarmente le giuste spezie, aromi ed erbe, come Masala (miscela di spezie e aromi) e Sukkunir (miscela di orzo, spezie e aromi) per migliorare il metabolismo e riequilibrare il cattivo funzionamento del pancreas. In generale, si consiglia l’assunzione di cibi leggeri come il Kichadi (riso spezzato o basmati + soya verde) e dal gusto amaro, come il tarassaco, la Centella asiatica, la Bacopa monnieri o la liquerizia (Glycyrrhiza glabra).
  • Terapia Bruhana, mirata alla rigenerazione del pancreas; a questo fine può essere utile consumare Vairaprash una pasta alimentare che contiene numerosi alimenti ricchi di antiossidanti, come Amlaki (Phyllanthus emblica) e uva secca.
  • Terapia specifica: assunzione di Madumehapodi, una pasta formata da curcuma, Amlaki (Phyllanthus emblica), Ashwagandha (Withania somnifera) e liquerizia (Glycyrrhiza glabra).

Un corretto stile di vita per il pancreas

  • Assumere alimenti satvici ed equilibrati: acqua bollita, cibi freschi appena cucinati, cereali semi decorticati, legumi tostati, frutta e verdura fresca.
  • Cucinare in modo corretto, tagliando correttamente le verdure (sempre meglio in modo longitudinale) e con una giusta varietà dei cibi, una corretta cottura e una giusta quantità (anche per quanto riguarda l’utilizzo di spezie, aromi ed erbe).
  • Evitare cibi tamasici: sostanze molto raffinate e industriali, surgelati o cibi di qualità pesante; non assumere cibo cucinato molte ore o giorni prima. Ridurre il consumo di zuccheri, evitare tabacco, alcol e droghe in generale. Limitare il consumo di cibi fritti, formaggi e carne.
  • Seguire un’alimentazione equilibrata e adeguata, secondo la propria costituzione individuale.
  • Non dormire durante il giorno, al mattino mangiare frutta, a mezzogiorno consumare il pasto principale della giornata e alla sera assumere cibo leggero, si consiglia una zuppa.

Lo Yoga, un aiuto per l’energia in trasformazione

Le pratiche yogiche possono avere un ruolo attivo e positivo per la salute del pancreas e per la prevenzione del diabete perché mantengono Agni in equilibrio. Secondo lo stato di ogni individuo possiamo programmare una sequenza di Yoga:

  • Dhanurasana (la posizione dell’arco), Uddiyana Bandha (contrazione di muscoli e organi addominali a polmoni vuoti), Uddiyana Kriya (contrazione e rilassamento di muscoli e organi addominali a polmoni vuoti) e Aswini mudra (il mudra del cavallo, ossia la contrazione dei muscoli sfinterici dell’ano) sono mirati a favorire il pancreas;
  • Sittali e Sitkari Pranayama servono per rinfrescarlo, la prima si esegue inspirando attraverso la lingua posizionata a “u” leggermente fuori dalle labbra, la seconda inspirando attraverso i denti chiusi;
  • Agnisara (contrazione dei muscoli addominali, posizionati sotto l’ombelico), Bastrika Pranayama (contrazione della zona toracica) e Uddiana Kriya lo riscaldano.